domenica 19 maggio 2013

UNDICECIMA PASSEGGIATA A TREBASELEGHE PD

IL PROSSIMO 2 GIUGNO ci sarà come consuetudine la Manifestazione podistica non competitiva a passo libero di Km. 7 - 10 e 18.
Il raduno sarà presso la Piazza del Municipio a TREBASELEGHE  PD.   (vicino Chiesa)
ORE 17,00    ISCRIZIONE E DISTRIBUZIONE CARTELLINI
ORE 18,00    PARTENZA
Il percorso dovrà essere completato entro le ore 21,00

Contributo di partecipazione: €. 3,00

IL RICAVATO della manifestazione andrà a favore dei progetti che l'Associazione sostiene in Africa.

PASSATE PAROLA AD AMICI E PARENTI E' IMPORTANTE PARTECIPARE.
SARA' UN'OCCASIONE PER TROVARCI.
PREMI PER TUTTI.
INFORMAZIONI:  346 0984429




foto della passeggiata dell'anno scorso (2012)


la partenza dei partencipanti dello scorso 2012

venerdì 17 maggio 2013

Sanzioni per i ribeli a Bangui





(liberamente tratto da MISNA)

Margaret Vogt rappresentante speciale dell'ONU in Centrafrica, ha chiesto che siano applicate sanzioni individuali nei confronti dei componenti della Seleka, ribelli che hanno preso il potere a Bangui lo scorso 24 marzo.
La Vogt chiede il dispiegamento di una forza neutrale per arginare l'attuale stato di anarchia e la incapacità dei ribelli di controllare la situazione che ha causato la fuga di quasi 300.000 persone e che ne  mette in serio rischio alimentare almeno altre 800.000 e impedisce a circa 650.000 giovani di frequentare la scuola.
Nicolas Tiangaye, primo ministro provvisorio nominato dal capo della Seleka ha chiesto l'apertura di un corridoi umanitario e maggiore sostegno da parte dell'Unione Africana e dell'Unione Europea.
Causa principale di tutti questi movimenti sono il controllo delle miniere di diamanti e l'esportazione del legname, prodotti che da soli possono produrre ricchezza per tutta la popolazione che invece vive in estrema povertà.

giovedì 16 maggio 2013

GITA ALL'ISOLA DELLA CONA


 Qualche settimana fa un pulman con 50 nostri Volontri e famigliari sono partiti per una bella gita alle foci dell'Isonzo per visitare l'oasi naturalistica dell'Isola della Cona. La bella giornata ci ha permesso di fermarci all'ombra di un grande albero per un abbondante pranzo con " vin e magnar de casada".
Non poteva mancare una capatina a Grado e una visita all'antica Basilica di Aquileia.
E' stato un bel momento di incontro al di fuori dei nostri numerosi impegni di lavoro.









domenica 12 maggio 2013

E' PARTITO UN ALTRO CONTAINER




A fine aprile è partito con destinazione Gurue, in Mozambico l'ultimo container carico di materiale destinato a padre Onorio.
Fra le tante cose abbiamo stivato anche un camion che servirà per il trasporto della trivella per la perforazione dei pozzi per l'acqua e un pulmino per il trasporto di persone.
Adesso siamo impegnati con l'ennesimo container che spediremo appena possibile alla dottoressa Patricia Emiliani in Centrafrica.













mercoledì 8 maggio 2013

RINNOVO DEL DIRETTIVO



 Sono state rinnovate le cariche sociali

Ieri sera una nutrita e partecipata Assemblea ha ascoltato con interesse la relazione del Consiglio Direttivo sulle attività svolte nel 2012 e sui programmi per il 2013, approvando all'unanimità il bilancio.
A conclusione della serata è stato rinnovato il Direttivo in carica dal 2010 e nell'ordine sono stati confermati quattro consiglieri ed eletti tre giovani che daranno nuovo vigore di forze e idee all'Associazione.
I nuovi Consiglieri per il triennio 2013/2016 sono:

Pattaro Terzo, Filippo Marazzato, Luigino Righeto, Andrea Bortolato, Mario Gigli, Erica Abbiendi e Luciano Agostini.

Buon lavoro ai nuovi consiglieri e un grazie sentito da parte di tutti ai consiglieri uscenti, per la disinteressata disponibilità data nel triennio precedente.



da sinistra : Luciano, Filippo, Terzo, Luigino, Erica, Mario             


Alcuni momenti della serata




domenica 5 maggio 2013

UN'ALTRA CHIESA PROFANATA





Centrafrica, continuano i saccheggi dei ribelli, un’altra chiesa profanata
By Redazione il Quintuplo on 5 maggio 2013 09:30 /

“I saccheggi sono un po’ diminuiti e si cerca di riportare la calma ma fino a 10 giorni fa la situazione era terribile” riferiscono all’Agenzia Fides fonti locali dalla Repubblica Centrafricana, dove bande legate ai ribelli della coalizione Seleka imperversano su tutto il territorio, dopo aver conquistato a fine marzo la capitale Bangui, costringendo alla fuga l’ex Presidente François Bozizé. Secondo quanto risulta all’Agenzia Fides nel villaggio di Ouango (sul fiume Oubangui al confine con la Repubblica Democratica del Congo) qualche giorno fa i ribelli hanno bruciato 400 case, ucciso 9 persone a colpi di armi da fuoco e di machete, hanno saccheggiato la chiesa cattolica e profanato il tabernacolo.
“La popolazione non ama di certo i ribelli, che continuano a tormentarla. Molti di questi non sono neppure centrafricani, provengono dal Ciad o da altri Paesi, non parlano la lingua locale né il francese o l’inglese, solo l’arabo.” dicono le nostre fonti. “I ribelli colpiscono soprattutto i cristiani e alcuni commercianti musulmani approfittano della situazione e rivendono nei loro negozi gli oggetti saccheggiati dai guerriglieri”. “Ma attenzione a non generalizzare- avvertono le nostre fonti- diversi musulmani sono veramente dispiaciuti della situazione e tentano di mediare per far cessare le violenze e i saccheggi”.
“I leader di Seleka si sono resi conto che con il terrore non si governa un Paese e stanno prendendo provvedimenti per controllare le loro stesse truppe e smettere di saccheggiare sistematicamente i civili, spesso sulla base di semplici voci e maldicenze, del tipo “quella persona ha in casa la cassa dell’ospedale”. Basta questo perché il malcapitato si veda piombare in casa di notte una banda armata alla ricerca del denaro. Così non si può andare avanti”.
A Brazzaville (Gabon) è in corso il vertice dei Paesi dell’Africa centrale per trovare una soluzione alla crisi centrafricana. Uno dei punti in discussione è l’incremento della consistenza delle truppe della FOMAC (la missione militare africana nel Paese) da 500 a duemila uomini”
“Duemila soldati della FOMAC possono aiutare a riportare un minimo di sicurezza nel Paese. L’Unione Europea deve finanziare la missione per aiutare la popolazione centrafricana ha ritrovare un po’ di serenità” concludono le nostre fonti.

da© 2013 MISNA - Missionary International Service



maggio 3, 2013 - 19:15 CENTRAFRICA
“UN PAESE A TERRA”, TESTIMONIANZA DA BANGUI

 A cinque settimane dal colpo di stato che ha portato al potere la ribellione Seleka, la situazione rimane “molto instabile” e “preoccupante”: testimoni locali della MISNA contattati a Bangui riferiscono di saccheggi, arresti extragiudiziari e esecuzioni sommarie che “ci fanno vivere nella paura”. Anche se per le strade della capitale si vedono meno ribelli della coalizione guidata dal nuovo presidente Michel Djotodia, non vuol dire che “siamo tornati alla normalità, anzi più le settimane passano più le nostre speranze diminuiscono. Ormai il Centrafrica è un paese a terra” dice una fonte religiosa anonima per motivi di sicurezza. “La scorsa settimana mi hanno arrestato con una scusa assieme ad un mio confratello. Ci hanno maltrattato e hanno cercato di derubarci macchina e cellulare, poi per fortuna c’è stato un intervento dall’alto e siamo stati liberati” prosegue l’interlocutore della MISNA. “All’80% i ribelli che si trovano a Bangui non conoscono la città perchè sono stranieri, ciadiani e sudanesi, quindi parlano arabo e non sanno una parola di sango. Sono organizzati in gruppetti diretti da generali ma non esiste alcun comando unificato quindi di fatto la direzione della Seleka non ha alcun controllo sulla base. E’ questa è una cosa che ci preoccupa molto” dice ancora la fonte locale, confermando un fatto già emerso nelle scorse settimane.
“Le scuole e le pubbliche amministrazioni sono chiuse a causa dei saccheggi su vasta scala commessi nelle scorse settimane mentre le casse dello Stato sono vuote. Chissà quando i bambini torneranno a studiare” conclude la fonte della MISNA. Secondo dati diffusi dal Fondo Onu per l’infanzia (Unicef), almeno un milione di bambini centrafricani non può andare a scuola sia nella capitale che nelle principali città. L’Unicef ha imputato la crisi dell’istruzione alla distruzione massiccia delle infrastrutture, all’insicurezza diffusa e al mancato pagamento degli stipendi degli insegnanti.
 Stabilità, sostegno finanziario alle nuove autorità di Bangui e ritorno all’ordine costituzionale sono le tre problematiche al centro di un nuovo vertice straordinario in corso a Brazzaville, capitale della Repubblica del Congo, in presenza dei membri del Gruppo internazionale di contatto per il Centrafrica. Alla riunione convocata dai paesi dell’Africa centrale partecipano il mediatore regionale, il presidente congolese Denis Saasou Nguesso, e il suo omologo sudafricano Jacob Zuma. Gli Stati membri della Comunità economica dell’Africa centrale (Ceeac) sono invece rappresentati da ministri. Vengono anche sollecitati i donatori della comunità internazionale, a cominciare dall’Unione Europea (UE), primo partner economico di Bangui: servono con urgenza fondi da far confluire nelle casse dello Stato, destinati al funzionamento delle istituzioni di transizione e al pagamento degli stipendi di soldati e pubblici dipendenti. Bangui aspetta anche dai vicini dell’Africa centrale un contributo diretto per ristabilire la sicurezza nella capitale. Il mese scorso a N’Djamena si erano impegnati a dispiegare 2000 uomini nell’ambito della Forza multinazionale dell’Africa centrale (Fomac), ma finora tempi e modalità dell’invio di nuove truppe non sono stati stabiliti.
Due giorni fa il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha espresso la sua “forte preoccupazione di fronte al deteriorarsi della situazione umanitaria e della sicurezza in Centrafrica” ma anche per “l’indebolimento delle istituzioni”. Il vice segretario generale per gli Affari politici Jeffrey Feltman ha chiesto alla comunità internazionale di “pensare ad altre opzioni per stabilizzare” l’ex colonia francese. Da Parigi il governo francese ha invitato i concittadini “la cui presenza non è indispensabile in Centrafrica a lasciare il paese”.