mercoledì 10 febbraio 2021

LA SCUOLA DI NZILA IN UN'ISOLA FELICE DEL CENTRAFRICA


Il Centrafrica, uno dei paesi Africani più poveri sta vivendo un periodo drammatico a causa della guerra interna provocata dai ribelli che contestano la regolare rielezione del nuovo Presidente.

Fortunatamente nella zona di Nzila, esiste un angolo felice dove quasi tutti i bambini sono tornati alle loro case, e frequentano normalmente la scuola.

Dopo l’avvio della scuola materna in questo villaggio, c’è stata una grande richiesta di istruzione.

Per questo sono ripresi i lavori per la realizzazione di altre aule e gli operai stanno coprendo la struttura con le lamiere che abbiamo spedito l’anno scorso.

Il prossimo mese di ottobre potranno partire i nuovi corsi scolastici.

Le suore si sono costruite anche la loro casa e hanno fatto installare una delle cucine donate dalla nostra  Associazione.

Mentre a Nzila i bambini scorrazzano felici nel cortile della scuola, in altre parti del paese migliaia di profughi, con le poche cose che sono riusciti a portare con sé, si ammassano cercando riparo negli unici luoghi ancora sicuri, presso le missioni cattoliche, che non sono più in grado di soddisfare le richieste di cibo.

Ovunque impera la miseria, la fame e la paura.

Lo Stato che conta circa 5.000.000 di abitanti su una superficie pari a due volte quella Italiana, non ha sbocchi al mare e per le forniture di materiali e viveri dipende da quanto arriva trasportato su  ruote, dagli stati confinanti come Congo, Sud Sudan e Camerun anch’essi politicamente instabili.

I ribelli che non riconoscono il Presidente rieletto nel 2020, hanno bloccato tutte le vie di accesso alla capitale Bangui e al sud più povero dello Stato.

Le loro numerose razzie e devastazioni hanno fatto fuggire la popolazione nella foresta.

Per cercare riparo dalle razzie, le campagne sono state abbandonate e non si è potuto procedere alle semine. Alla mancanza di forniture dall’estero, si aggiunge l’assenza di prodotti locali e questo sta causando una grave carestia in tutto il paese.

Migliaia di profughi si stanno ammassando e chiedendo aiuto alle Missioni cattoliche che non sono più in grado di soddisfare alle richieste di cibo.

Silvana Tommasini.




















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